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10·04·2009

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Il cuore di tenebra del liberalismo e le cucine Berloni

Quelli che ci capiscono direbbero, citando Walter Benjamin, che “nelle prove più incerte e più ingenue come nelle forme più mature di una civiltà al tramonto la scoperta è in grado di portare alla luce l’autentico”, (non sto dicendo di aver letto il Dramma Barocco Tedesco).

Quale prova più incerta e ingenua di una pubblicità può servire meglio a svelare l’autentico di questa crisi (e di tutte le crisi precedenti, peraltro)?

La pubblicità è quella della Berloni. Un tizio in un ufficione, esce di notte, si mette un casco nero, sale sulla moto e va a casa a vedersi la tele sul divano. Questa pubblicità recita così ‘dicono che c’è la crisi… e io… vado dove non c’è… a casa’ (i puntini di sospensione fanno parte, evidentemente, della retorica incerta e ingenua).

Primo. Alla Berloni non credono molto alla storia che la crisi sia una leggenda (dicono) tanto è vero che hanno riciclato una pubblicità vecchia, tagliando qualche pezzo e registrando l’impagabile frase. In questo taglio, la fidanzata del tizio (che sarebbe berloni stessa) che lo aspetta a casa è sparita e al suo posto si sono aggiunti dei cartelli con offerte da televendita di materassi (sconti, televisioni in omaggio, rateizzazione da cravattari, ecc.).

Secondo. Se volete capire il cuore di tenebra del liberalismo, qui ci sono tutti gli ingredienti.

  • il tizio è chiaramente un proprietario, non un poveraccio
  • di fronte alla crisi, cosa fa? va a rapire il boss?, no, si infila un elmetto nero e si rifugia a ‘casa’ (come dicono quegli altri: padroni a casa propria), di fuori qualcuno (essi dicono) potrebbe minacciare la sacra proprietà.

Adesso andate a rileggervi i vari decreti e vedere i video delle manifestazioni di Londra.


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